Che cosa è la Psicoterapia Supportiva

La psicoterapia così denominata rappresenta una forma di psicoterapia molto orientata a rafforzare le difese del paziente. E’ una pratica psicoterapeutica molto diffusa e usata per la sua semplicità e flessibilità. Può essere utilizzata con tutti i pazienti. Essa prende il nome dal continuum espressivo – supportivo che la caratterizza: con certi pazienti in determinati momenti della terapia, essa sarà più fondata su elementi espressivi, mentre con altri la terapia potrà richiedere una maggiore attenzione agli elementi supportivi.

A chi si rivolge la Psicoterapia supportiva

Questa tecnica è indicata di solito per i pazienti con cronici deficit dell’Io (per es. bassa tolleranza all’angoscia e alla frustrazione, inadeguato senso di realtà, relazioni oggettuali gravemente difettose, scarso controllo degli impulsi, scarsa capacità di auto-osservazione, tenue capacità di formare un’alleanza terapeutica) come nel caso delle Psicosi e dei Disturbi di Personalità Borderline, o per i pazienti, in precedenza ben adattati, che sono andati in crisi a seguito di eventi di vita (es. catastrofi naturali, divorzio, perdita del lavoro o dello status sociale, morte di familiari) come nei casi di PTSD o Disturbo Post Traumatico da Stress e Disturbi dell’Adattamento.

In questo senso può essere utilizzata anche con i pazienti maggiormente compromessi o con gravi patologie.

Come funziona la psicoterapia supportiva

L’obiettivo è quello di aiutare il paziente ad adattarsi alle frustrazioni evitando di scavare nella coscienza. Si cerca di rafforzare le difese facilitando la capacità adattiva del paziente nel gestire le difficoltà della vita quotidiana riportando il paziente a un livello precedente di funzionamento.

E’ una forma di terapia che non ha una durata predefinita: a seconda delle necessità cliniche (gravità di base, condizioni ambientali e risorse del paziente) e del desiderio di aiuto del paziente stesso la terapia può variare da un minimo di tre mesi a un periodo di tempo indefinito.

Dopo una fase di valutazione iniziale, la terapia può avere avvio con frequenza settimanale o quindicinale. Incontri mensili possono aversi solo nelle fasi molto avanzate della terapia quando la maggior parte delle problematiche è stata superata o si sono estinte e il paziente necessita solo di monitoraggio e orientamento.