come procediamo

Fasi del processo di presa in carico

Considero di fondamentale importanza illustrare  come svolgo il mio lavoro e  che tipo di approccio amo mantenere di fronte ad una domanda di aiuto. E’ utile differenziare le varie fasi di conoscenza e presa in carico come segue:

  1. Incontro/i di conoscenza e consultazione
  2. Esplorazione e focalizzazione del problema o disagio del soggetto
  3. Definizione del tipo di intervento maggiormente appropriato
  4. Definizione condivsa dell’obiettivo principale che si vuole raggiungere

Incontro di conoscenza e consultazione

Il primo incontro informativo è uno spazio che viene dedicato all’ascolto delle problematiche personali. Spesso è anche l’occasione per dissipare i pregiudizi e le paure irrazionali associate comunemente allo svolgimento di un percorso psicologico o di supporto emotivo. Serve a capire se si potrà lavorare assieme oltre che iniziare a dare uno sguardo alla problematica.

Esplorazione e focalizzazione del problema o disagio del soggetto

I successivi tre/quattro incontri vengono dedicati all’esplorazione della situazione problematica presentata e della richiesta che viene fatta. Gli incontri sono caratterizzati da un’intervista piuttosto dettagliata sulla storia di vita e sulle diverse aree di funzionamento del soggetto al fine di individuare obiettivi costruttivi e realistici.

Questi primi incontri sono inoltre utili per valutare la presenza di motivazione e della compatibilità necessarie alla collaborazione. In questa fase si plasmano le basi per la costruzione di un’intesa e una relazione fiduciaria tra paziente e terapeuta. Questa fase è fondamentale per le successive e il corretto svolgimento del processo di cura.

Definizione del tipo di intervento maggiormente appropriato

Come criterio generale possiamo dire, in modo approssimativo ma indicativo, che alla fine dei primi quattro o cinque incontri viene fatta una proposta o indicazione di lavoro da parte del professionista.

Verrà proposta una consulenza quando il problema presentato dal paziente rimane circoscritto ad un’area specifica di funzionamento e all’esigenza di una migliore gestione pratica dello stesso.

Viene proposto un couselling quando il paziente vuole solo essere aiutato a capire meglio e a focalizzare, senza avviare però interventi impegnativi o trasformativi.

Viene solitamente proposta una psicoterapia quando invece il disagio della persona, pervasivo e clinicamente significativo, è fondato sulla presenza ben radicata di una o più disarmonie delle modalità intrapsichiche e interpersonali di funzionare  del paziente .

Definizione condivisa dell’obiettivo principale che si vuole raggiungere

Al termine della prima fase, fatta la proposta e valutata l’adesione attiva e informata del paziente, si dovranno definire gli obiettivi che il lavoro con lo specialista dovrà perseguire. In questa fase il ruolo del paziente è fondamentale così come quello del terapeuta, affinchè non prevalga uno spirito di “eccesso terapeutico” che porterebbe ad un fallimento o a frustrazione per eccesso di obiettivi.

La formulazione degli obiettivi terapeutici infatti non può prescindere dalla esatta e onesta valutazione delle risorse in campo sia da parte del paziente che del terapeuta.